Varese, neomamma licenziata per essersi addormentata sul lavoro: il giudice annulla tutto e riconosce il risarcimento
A Varese si è conclusa in tribunale la vicenda che ha visto protagonista una 35enne impiegata amministrativa e la sua ex azienda. La donna, diventata da poco mamma, era stata licenziata dopo essere stata trovata addormentata su un divano all’interno dei locali aziendali. A distanza di tre anni, però, il giudice ha ribaltato la decisione, dichiarando nullo il provvedimento e riconoscendo alla lavoratrice un risarcimento economico, il TFR e i contributi arretrati.
La vicenda: il rientro dopo la maternità e il riposo in azienda
I fatti risalgono al 2023. La dipendente, rientrata da poco dopo la nascita del figlio, si trovava in una fase di forte affaticamento dovuta anche alle difficoltà del post-partum e alla mancanza di sonno notturno.
Quel giorno, la donna aveva deciso di anticipare il rientro dalla pausa pranzo e recarsi nell’infermeria aziendale per riposare qualche minuto. Si è però addormentata sul divanetto presente nella stanza, venendo successivamente scoperta dai superiori.
L’episodio ha portato l’azienda a disporre il licenziamento della lavoratrice.
Il ricorso e la decisione del tribunale
La dipendente ha impugnato il provvedimento, portando la vicenda davanti al tribunale di Varese. Dopo l’istruttoria e l’ascolto dei testimoni, il giudice ha ritenuto il licenziamento non proporzionato rispetto al fatto contestato.
Secondo quanto riportato nella sentenza, la condotta della lavoratrice non integra gli estremi della giusta causa di licenziamento, configurandosi piuttosto come un comportamento che avrebbe potuto essere sanzionato con misure conservative e non espulsive.
Il riconoscimento del risarcimento
Il tribunale ha quindi dichiarato nullo il licenziamento, riconoscendo alla donna il diritto al risarcimento pari a circa 35mila euro, oltre al TFR e ai contributi previdenziali non versati.
In un primo momento la lavoratrice aveva richiesto il reintegro, salvo poi rinunciare alla reintegrazione a seguito dell’assunzione presso una nuova azienda.
Una vicenda tra lavoro e maternità
Il caso riporta al centro il tema della tutela delle lavoratrici madri e della gestione del rientro al lavoro dopo la maternità, soprattutto nei primi mesi, spesso caratterizzati da forte stanchezza fisica e difficoltà organizzative.
Una decisione che, al di là del singolo episodio, richiama l’attenzione sull’importanza di valutare con attenzione proporzionalità e contesto prima di arrivare a provvedimenti così drastici.
